Con il decreto ministeriale n. 509 del 3 novembre 1999, l’Università italiana ha cambiato volto. L’aspetto più innovativo del nuovo sistema universitario è l’istituzione di due nuovi cicli di studio: LAUREA TRIENNALE, denominata anche Laurea di I Livello, e LAUREA SPECIALISTICA, denominata Laurea di II Livello, cui si può aggiungere facoltativamente il MASTER UNIVERSITARIO, rispettivamente di primo o secondo livello (fanno eccezione alcuni corsi di laurea, definiti a ciclo unico e per i quali non esiste un primo livello, la cui distribuzione delle attività avviene direttamente su 5 o 6 anni).
Altra novità della riforma è rappresentata dai crediti formativi, una nuova “unità di misura” che serve a quantificare il lavoro degli studenti. Ad ogni credito corrisponde un determinato numero di ore di studio. Oltre al voto espresso in trentesimi, ogni esame avrà un numero di crediti che corrisponderà all’impegno necessario per superarlo. Il valore convenzionale di un credito è di 25 ore di studio e cioè: frequenza alle lezioni, presenza a seminari ed esercitazioni, studio individuale. La quantità di lavoro che uno studente deve svolgere mediamente in un anno è fissata mediamente in 60 crediti formativi universitari.
I crediti non sostituiscono il voto dell’esame: mentre il voto misura il profitto, il credito misura il raggiungimento del traguardo formativo.